Trasloco e gatti… un binomio difficile.

Trasloco e gatti… un binomio difficile.

Ho ragionato e riflettuto molto su questo spostamento e su quello che implicherà per i gatti. Dal mio punto di vista “etologico” sono curiosa di vedere quali saranno i processi di esplorazione e adattamento al nuovo contesto, che cercherò di facilitare in ogni modo e che l’ambiente favorirà sicuramente.

Ma dalla prospettiva più intima, quella del legame che si esplicita con il difetto di essere umano (troppo umano!) ho tanti dubbi e tante paure.

Come si aiuta un gatto a traslocare?

Ho consultato tutti i libri a mia disposizione, ripercorrendo anche la fase di formazione che mi ha permesso di conseguire un Master in Etologia degli Animali d’Affezione.

La teoria è chiara:

  • mantenere il più possibile alcuni “punti fermi” durante la fase di sgombero, ad esempio le lettiere, i graffiatoi, le cucce, il o i divani (se utilizzati dai gatti), i punti di fuga (armadietti alti, scaffalature);
  • evitare di lavare tutto togliendo l’odore dato dalle marcature;
  • mantenere gli stessi ritmi di vita e le stesse abitudini in casa per quanto possibile, fino all’ultimo;
  • preparare il nuovo ambiente portando gli oggetti utilizzati dai gatti quotidianamente insieme ai gatti (o nello stesso giorno);
  • predisporre nel nuovo ambiente molti punti i cui nascondersi (pensare in verticale!);
  • tenere i gatti in uno spazio chiuso da cui possano vedere l’esterno per qualche giorno;
  • aprire e lasciare tempo e libertà ai gatti per conoscere l’ambiente esterno con la possibilità di rientrare al bisogno;
  • favorire l’adattamento al nuovo spazio chiuso con diffusore di feromoni applicato qualche giorno prima;
  • eventualmente farsi consigliare una terapia di sostegno con Fiori di Bach (ad esempio Walnut, il fiore del cambiamento) o altri parafarmaci ad effetto calmante.

Seguirò tutte le regole, ma il mio unico motto sarà: AVERE FIDUCIA.

I gatti sono animali incredibili, dopo tanti anni di conoscenza, convivenza e studio continuano a stupirmi per la loro capacità di uscire dagli schemi, apparentemente in modo improvviso, in realtà solo per effetto di un lungo processo di analisi e riflessione.

In questo riconosco una libertà “psicologica” e adattativa che a noi spesso manca.

Quante volte restiamo incagliati nelle nostre immagini mentali, nei giudizi e nei pre-giudizi, nelle abitudini.

Si dice che il gatto è un animale abitudinario: è vero, ma solo finchè l’abitudine è sana e conveniente. Possiamo dire altrettanto di noi?

Quindi, intanto, i Fiori di Bach li prendo io…